FAST FASHION: COS’È, PERCHÉ È IMPORTANTE EVITARLA E COME COMBATTERLA

La fast fashion è una tipologia di produzione di moda nel quale le tempistiche hanno ritmi velocissimi. Piccole collezioni di nuovi capi, a prezzo contenuto, vengono prodotte ogni settimana in modo tale da mantenere sempre alta l’attenzione del consumatore nei confronti della marca.

In tempi velocissimi vengono progettate e confezionate queste collezioni senza porre un’appropriata attenzione alle conseguenze che possono esserci a livello ambientale e di diritti umani. Le case di moda ripongono questi importanti valori in secondo piano, mentre gli attivisti ambientali e quelli che promuovono la moda consapevole promuovono ogni anno iniziative per promuovere un guardaroba a basso impatto ambientale e di risorse umane; un esempio è la Fashion Revolution Week promossa da Fashion Revolution ogni anno nella settimana del 24 aprile.

Perché proprio il 24 aprile?

In questa giornata nel 2013 il Rana Plaza, un edificio commerciale di 8 piani in Bangladesh, ha avuto un cedimento strutturale causando 1129 vittime. Questo tragico evento ha portato alla luce le scarse condizioni di lavoro nelle fabbriche tessili di molti paesi.

Le conseguenze della moda veloce (o fast fashion) sono dunque molte: condizioni dei lavoratori (campagna #whomademyclothes, consumo spropositato di acqua, uso di pesticidi per le colture di materiali naturali e uso di sostanze chimiche per la produzione di materiali sintetici, emissioni di carbonio prodotte dalla produzione e dal trasporto… tutto questo per un utilizzo medio di un anno per capo!

 

Se volete scoprire l’impronta di carbonio del vostro guardaroba, potete calcolarla qui (al momento il sito è solo in inglese).

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Oltre alla Fashion Revolution Week c’è anche la Slow Fashion Season che si terrà dal 21 giugno al 21 settembre. Questo evento è mirato ad aumentare la consapevolezza a riguardo dell’industria della moda ed al ruolo centrale del consumatore. Per tre mesi ci si impegna a fare acquisti e scelte di moda consapevoli e si potrà scoprire l’impatto di tale azione. Nel concreto le principali azioni possono essere:

  • evitare di acquistare da marchi fast fashion
  • scambiare vestiti
  • auto-produrre i propri capi
  • aggiustare capi vecchi rovinati
  • acquistare vestiti di seconda mano o vintage
  • supportare marche di moda locali e sostenibili

Le seguenti immagini riportano solo alcuni dati per riflettere sull’entità del problema:

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Come possiamo affrontare e combattere questa
aggressiva tipologia di produzione tessile?

È davvero importante diventare consapevoli dei capi che indossiamo e di quelli che abbiamo nel nostro armadio; fondamentale è imparare a leggere l’etichetta e dare peso alla tipologia e percentuale di fibre utilizzate ed al luogo in cui vengono prodotti i nostri vestiti.

Ricordiamo che è importante prendere in considerazione tutti i componenti dei nostri capi e non solo il tessuto e il filato, che sono i materiali più evidenti. Ci sono anche i bottoni, le zip, gli elastici, la fodera, le telette per rinforzare il tessuto, i nastri, gli sbiechi e le varie fibbie in metallo; per la produzione di ogni singolo componente c’è un consumo di materie prime e un conseguente inquinamento ambientale.

Nel prossimo articolo pubblichiamo una piccola guida per essere sempre alla moda, senza avere un impatto negativo sull’ambiente… Non perdetevela!

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